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Classe 2.0 – esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da sistemi Wi-Fi

Informativa a cura dell’ing. Giuseppe SARDO

Il rapido diffondersi di impianti di tipo Wi-Fi (Wireless Fidelity) in ambito pubblico, all’interno di centri commerciali, alberghi, treni, biblioteche e scuole, per garantire e rendere disponibile la connessione a Internet in banda larga, ha generato e continua ad alimentare timori.

Il dibattito è piuttosto acceso e la domanda ricorrente, ossia se i livelli di campo elettromagnetico emessi da tali apparati possano, o meno, essere dannosi per la salute. La preoccupazione rimane alta soprattutto quando gli impianti Wi-Fi vengono installati all’interno di strutture scolastiche, nonostante siano disponibili in letteratura studi autorevoli sull’argomento, alcuni redatti tra i più autorevoli organismi internazionali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Agenzia Europea dell’Ambiente e il Consiglio d’Europa.

In questa informativa non entreremo nel merito dei danni che i campi elettromagnetici possono causare alla salute di coloro che sono esposti, ma cercheremo di focalizzare l’attenzione sui livelli di emissione di alcuni apparati utilizzati nei sistemi Wi-Fi scolastici, primi fra tutti il router Wi-Fi e gli access point.

 classe 2.0  

 

Configurazione tipo di una classe 2.0

  • LIM o schermo
  • Router WI-FI
  • Access point
  • Server
  • Gruppo di continuità

Le evidenze che verranno presentate sono frutto dei monitoraggi di campi elettromagnetici effettuati dall’ARPA di diverse regioni in ambienti scolastici che presentano sistemi Wi-Fi.

Le misure effettuate mostrano che i valori misurati sono al di sotto delle soglie indicate dalla normativa.

Un’approfondita indagine strumentale è stata ad esempio effettuata in una scuola di Minerbio (BO). Tutti i valori sono risultati di modesta entità.


 

L´indagine di Arpa Emilia Romagna in una scuola di Minerbio (BO)

A seguito della richiesta pervenuta dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale di Minerbio (BO), lo Staff tecnico “Campi Elettromagnetici” di Arpa Bologna ha effettuato in data 20 gennaio 2014, un’approfondita indagine strumentale all’interno dell’Istituto scolastico.

Tale indagine, i cui dettagli sono riportati nell’allegato tecnico[1], può essere considerata in generale come un importante riferimento anche per altre situazioni di installazione di impianti Wi-Fi in ambiente scolastico. Infatti, benché in commercio vi siano diverse tipologie e modelli di impianti Wi-Fi, essi comunque rispondono tutti ai medesimi standard internazionali del settore (IEEE) e pertanto hanno in generale caratteristiche emissive simili tra loro.

Le misurazioni effettuate all’interno della scuola hanno interessato sia le postazioni e i luoghi posti in prossimità degli impianti, collocati vicino al soffitto lungo il corridoio al piano terra, sia gli ambienti e le postazioni all’interno delle classi e sono state eseguite considerando diverse modalità di funzionamento degli impianti Wi-Fi.

In particolare, come meglio illustrato all’interno dell’allegato tecnico, poiché la sorgente Wi-Fi (Access Point), non emette in modo continuativo, il campo elettrico generato dall’impianto non è costante nel tempo, ma varia in funzione del traffico dati che deve gestire; da ciò ne deriva che il campo elettrico sarà più elevato quando l’Access Point è collegato ad un terminale e quest’ultimo è in modalità di scaricamento (download) di dati.

Per tale ragione durante i rilievi, si è cercato di porsi cautelativamente nelle condizioni di maggior esposizione per gli utenti, ovvero collegando uno o più apparati (anche contemporaneamente) in modalità di “download” dati continuo, scaricando un video della durata di alcuni minuti, in modo da determinare un’emissione continua mediante un flusso di dati costante e di durata significativa.

Tale modalità si deve pertanto considerare come una “forzatura” delle normali e specifiche condizioni di funzionamento degli Access Point (AP), soprattutto considerando la funzione principale per la quale questi AP sono stati installati all’interno di strutture scolastiche; infatti, durante l’uso di applicativi didattici, quali per esempio il “Registro elettronico”, il tempo in cui il dispositivo terminale è in modalità di “scarico” dati collegato all’AP più vicino è verosimilmente più breve, rispetto all’uso che è stato impostato durante lo svolgimento dei rilievi strumentali effettuati nella presente indagine.

Tutti i valori di campo elettrico rilevati sono risultati, in generale, di modesta entità.

In particolare a impianto spento, il valore è risultato inferiore alla soglia di rilevabilità dello strumento, così come all’interno della classe campione, a impianto acceso, quando veniva effettuato il trasferimento dati attraverso un tablet appoggiato sulla cattedra in modalità scarico dati continuo.

Valori leggermente più alti (ma comunque ben inferiori al valore di attenzione e obiettivo di qualità di 6 V/m) sono stati riscontrati quando la misurazione è stata effettuata in corridoio, in prossimità dell’Access Point (a una distanza di circa 80 cm), con tre terminali attivi e in modalità scarico dati, due dei quali però, posizionati all’interno delle aule.

In questo modo, dovendo il segnale attraversare il muro divisorio tra corridoio e aula e garantire un servizio ottimale, l’Access Point si trova nelle condizioni di maggior emissione in corrispondenza del corridoio.

La stessa misurazione replicata però all’interno delle classi, nelle stesse condizioni di funzionamento, ha invece evidenziato livelli di campo elettrico decisamente inferiori, al di sotto pure della soglia di rilevabilità strumentale, dovuto all’effetto schermante del muro divisorio. Di conseguenza i livelli di emissione all’interno delle classi risultano, anche durante l’utilizzo dei tablet, bassissimi, decisamente inferiori ai limiti normativi italiani e alle linee guida internazionali per l’esposizione ai campi elettromagnetici.

Tenuto conto della limitata potenza di emissione imposta dalla normative tecniche di settore (pari a 100 mW), che caratterizza tutti gli apparati Wi-Fi collocati in ambiente indoor, l’installazione di questi impianti in postazioni non accessibili agli utenti (ad esempio sul soffitto di corridoi) assicura, in ogni condizione di utilizzo, un’esposizione a livelli di campi elettromagnetici ampiamente inferiori ai valori di riferimento previsti dalla normativa vigente.

Nella tabella a lato si riportano i risultati di misure effettuate in diverse strutture pubbliche.

 ARPAV

La tabella dei risultati mostra che i valori misurati sono ampiamente inferiori ai valori di riferimento legislativo.

 

Quadro normativo

  • Legge del 22 febbraio 2001 n. 36 “Legge quadro sulla protezione delle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”
  • Decreto del Presidente del Consiglio ei Ministri 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”. (supera il DM n. 381/98 e linee applicative).

 

Nel DPCM 8 luglio 2003 sono fissati i limiti di esposizione (che non devono essere superati in alcuna condizione di esposizione della popolazione) e i valori di attenzione (obiettivo di qualità):

  • Limite di esposizione: Campo Elettrico (E): 20 V/m
  • Valore di attenzione e obiettivo di qualità: Campo Elettrico (E): 6 V/m

 

Le Funzioni di Arpa in materia di Campi Elettromagnetici

Arpa non si esprime su questioni di tipo prettamente sanitario; il parere espresso o le misurazioni effettuate da Arpa sono relativi al rispetto dei limiti, dei valori di attenzione e obiettivi di qualità stabiliti dalla normativa di riferimento.

L’ARPA si occupa di:

  • valutazioni preventive per impianti radiotelevisivi, Stazioni Radio Base per telefonia cellulare, ed Elettrodotti (linee elettriche e cabine di trasformazione);
  • monitoraggio ambientale (campagne di misura, controllo su singoli impianti, monitoraggio in continuo, attività di vigilanza e ispezione);
  • supporto tecnico agli Enti Pubblici/Comuni/Regione, ecc…


[1] http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/cem/Relazione_WIFI_Minerbio.pdf

Nuovo accordo Stato Regioni per la sicurezza: formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro RSPP

Dal 27 gennaio 2012 sono entrati in vigore gli Accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012, riguardanti la formazione alla sicurezza dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti (art. 37, comma 2 del D. Lgs. n. 81/2008), nonché dei datori di lavoro che intendano svolgere i compiti di RSPP (art. 34, commi 2 e 3).

Si rinvia al testo dell’accordo, per conoscere, oltre alla durata dei corsi, i contenuti, le condizioni per acquisire i crediti formativi, le indicazioni organizzative e metodologiche, i requisiti dei formatori:

•  Accordo Stato Regioni per la formazione di lavoratori, preposti e dirigenti

Accordo Stato Regioni per la formazione di datori di lavoro RSPP

Quali  sono ad esempio le conseguenze per le attività classificate a “rischio medio” (come ad esempio l’iItruzione, la Pubblica Amministrazione,…..)?

Significa l’obbligo di organizzare, entro 1 anno, per tutto il personale corsi di formazione della durata di almeno 12 ore (4 ore di formazione generale e 8 di formazione specifica) e assicurare un aggiornamento quinquennale di almeno 6 ore.